A volte il cronometro non basta. Federico Burdisso chiude le batterie dei 200 farfalla ai Campionati Europei di Parigi in 1’56″08, facendo registrare il settimo tempo assoluto. Un tempo che, guardando semplicemente la classifica, significherebbe semifinale. Ma non questa volta.
Il regolamento consente infatti l’accesso alle semifinali a un massimo di due atleti per nazione. Davanti a Federico ci sono altri due azzurri: Alberto Razzetti, autore del miglior tempo delle batterie in 1’54″64, e Andrea Camozzi, 1’55″95. Tredici centesimi separano Federico da Camozzi. E così il suo Europeo termina qui.
Una situazione sulla quale Federico, intervistato dalla Rai al termine della gara, non ha nascosto il proprio pensiero:
“Questa regola onestamente mi pare fatta per rendere la finale più scarsa, perché non ha alcun senso.”
Rimane anche l’analisi della prestazione.
Il 1’56″08 di questa mattina non è il tempo che Federico cercava e non è quello che aveva dimostrato di poter nuotare poche settimane fa, quando al Settecolli aveva vinto i 200 farfalla in 1’55″10. Nessun alibi, quindi.
Ma anche un dato che racconta bene quanto particolare possa essere lo sport di alto livello:
settimo tempo di un Campionato Europeo e nessuna semifinale.
Federico lascia Parigi insieme al tecnico Simone Palombi con qualcosa da analizzare, qualcosa su cui lavorare e certamente molta voglia di ripartire.
È anche questo il percorso.
Quello che nei giorni migliori regala soddisfazioni enormi e in altri presenta il conto di pochi centesimi.
Il lavoro continua.
Avanti Fede.

